30.4.06

un regalino..

Ciao blog!
ieri ho pensato di fare un giro nella terrazza del collegio, data la stupenda vista che c'è dal 4 piano del collegio.. beh era iniziato il tramonto e c'era una luce particolare.. così ho pensato.. "perché nn scattare un paio di foto?" Premetto che nn sono una fotografa nata.. ma cercherò di migliorare!! Intanto vi "posto" quella che tra tutte mi piace di più.. e appena si riscaldano le temperature.. esco a farne una di notte.. che è ancora più spettacolare..
Ciao a tutti un bacio!!
Cri


28.4.06

Tutto ok!!

Oggi ho sentito la Marghe e siccome a casa non ha internet e cmq non riesce a parlare bene al momento, vi faccio sapere che è andato tutto bene, adesso è a casa poi più avanti deve tornare per il controllo. Insomma TUTTO OK!! Faccio un grosso augurio alla Marghe e non vediamo l'ora di rivederla presto tra di noi a farci sorridere. Un grande abbraccio
Glo

26.4.06

LE RECORD DU MONDE


Loïc ha 14 anni e soffre di un tumore celebrale maligno chiamato medulloblastome. Dopo aver visto un film sulla vita di Craig Shergold, un bambino inglese, anche lui toccato dal cancro, che è entrato nel Guinness dei Primati raccogliendo 33 milioni di cartoline, ha voluto tentare anche lui. Il suo obbiettivo: entrare nel Libro dei Guinness dei Primati raccogliendo più di 33 milioni di cartoline da tutto il mondo entro il 30/6/2007. Tanto lavoro anche perchè in data 16 aprile 2006 era solo a 58'481 cartoline.
Sul suo sito http://www.loicbregnard.com/ potete trovare il conto alla rovescia per i giorni rimasti alla data di cui sopra (oggi mancano 429 giorni).
Ha anche il blog http://www.u-blog.net/loicb/note/1, dove ci sono anche foto.

Mandate quindi cartoline a
Loïc Bregnard
Vergeret 7
2603 Péry
Suisse

e non dimenticate di scrivere sulla cartolina la data e la frase "Pour le record du monde" e aggiunge Loïc . E' possibile inviare più cartoline.

Abbraccio a tutti, Sandra, Flavia e Michele

22.4.06

Distinti Salumi Cagli 23 - 24 - 25 Aprile


La prima rassegna dell'artigianato norcino nazionale, e non solo, riapre anche quest'anno le porte di Cagli e del Montefeltro, per la sua seconda edizione.
Nata da un'idea di Slow Food e fortemente voluta all'Amministrazione Comunale di Cagli, "Distinti Salumi" non è semplicemente una rassegna, ma un evento multisensoriale, che ha come protagonista il gusto.
maggiori info su www.distintisalumi.it

21.4.06

BUON COMPLEANNO GLORIA

I più calorosi auguri da tutto il BLOG !!

18.4.06

Buone feste a tutti!!!


A tutti delle feste coloratissime..... godetevi la primavera!
Fla

17.4.06

Viva l' ITALIA

Ciao Ragazzi
ho passato la pasqua a Dresda con i miei amici!!! Siamo stati veramente bene !! Dresda è la città che mi è piaciuta di più tra quelle che ho visto da quando sono arrivato. Vi volevo raccontare una cosa simpatica. Ero in un ristorante italiano con delle amiche inglesi. C'era una ragazza che mangiava un piatto di spaghetti con il pasticcio di formaggio e non vi dico come mangiava questi spaghrtti. Usava la forchetta come una forca e con il cucchiaio spezzettava tutti gli spaghetti. Allora le ho insegnato con gentilezza e tatto come si mangia e tutte le altre sono rimaste impressionate e una mi ha chiesto se per caso ero stato a corte dalla regina Elisabetta e io gli ho risposto, no è la regina Elisabetta che è venuta a imparare da noi. (basta pensare al Galateo). Poi ritornando verso Erfurt in treno un mio amico ha fatto degli apprezzamenti sulle nostre capacità di soddisfare le donne!!! Io gli ho risposto che lui non sapeva neanche quello che diceva perchè forse non si era mai scontrato con il mito del "Latin Lover". Poi continuando gli ho spiegato che quando un Italiano ama una donna l' ama con passione con tutto se stesso e loro questo non lo sanno. Gli Italiani sanno cosa vogliono le loro partner. Ho fatto una gran figura di merda perchè parlavo in inglese e anche un pò ad alta voce e lo scompartimento praticamente stava prendendo lezioni da me. Però ho avuto un grande effetto sulle ragazze che poi per tutta la serata erano sempre la a chiedermi a pungolarmi e .....
Non voglio passare per arrogante! Logicamente si scherzava. Sapete quando uno si ritrova all' estero spesso capita che venga pungolato dalla gente per vedere le sue reazioni.

Ciao a tutti quanti

Francesco

6.4.06

La signora o la tigre?

Ciao Sandra sono riuscita a trovare la traduzione di "The lady and the Tiger",la riporto qui di seguito. E...ragazzi diteci cosa ne pensate!!!



LA SIGNORA O LA TIGRE? scritto da Frank R. Stockton
Lontano nel tempo viveva un re semi-barbaro, le cui idee, sebbene talvolta raffinate e rese più acute dal progressismo dei contemporanei distanti Latini, erano ancora grandi, floride, senza vincoli, come divenne poi la metà di lui che era barbara. Era un uomo dall'immaginazione esuberante, e di una autorità così irresistibile che, a suo volere, mutava le sue abilità in fatti. Era molto portato alla auto-comunione, e, quando lui e lui-stesso erano d'accordo su tutto, la cosa era fatta.Quando ogni membro dei suoi sistemi politici e nazionali procedeva con calma nel suo percorso indicato, la sua natura era serena e geniale; ma, quandunque ci fosse un piccolo intoppo, e i suoi occhi uscivano dalle orbite, era ancor più blando e più geniale , perchè nulla lo soddisfaceva di più come il rendere curvo il dritto e rendere regolare posti sconnessi.Tra le nozioni prese in prestito per il quale il suo barbarismo era diffuso c'era quella di una arena pubblica, nella quale, con esibizioni di valori umani e bestiali, le menti dei suoi soggetti erano raffinate ed evolute.Ma anche qui la sua immaginazione esuberante e barbara si affermava.L'arena del re era costruita, non per dare alla gente un'opportunità di udire le rapsodie di gladiatori morenti, tanto meno per permettergli di vedere la conclusione inevitabile di un conflitto tra opinioni religiose e mascelle affamate, ma per il proposito molto meglio adattato di ampliare e sviluppare le energie mentali della gente. Questo vasto anfiteatro, con le sue gallerie tutt'intorno, i suoi misteriosi sotterranei, e i suoi passaggi segreti, era un agente di giustizia poetica, nel quale il crimine era punito, o la virtù ricompensata, tramite i decreti di una imparziale ed incorruttibile possibilità.Quando un soggetto era accusato di un crimine di sufficiente importanza da interessare il re, un avviso pubblico veniva dato che ad un giorno fissato il fato della persona accusata sarebbe stato deciso nell'arena del re, una struttura che ben meritava il suo nome, perchè, sebbene la sua forma e la sua pianta erano prestati da lontano, il suo proposito emanava solamente dalla mente di quest'uomo, il quale non conosceva altra tradizione alla quale doveva più lealtà che soddisfacesse la sua immaginazione, che contemplando ogni forma adattata di pensiero e azione umani permetteva la ricca crescita del suo barbaro idealismo. Quando tutta la gente si assemblava nelle gallerie, ed il re, circondato dalla sua corte, sedeva alto sul suo trono di stazza reale da un lato dell'arena, dava un segnale, una porta al di sotto di lui si apriva, ed il soggetto accusato entrava nell'anfiteatro. Proprio direttamente di fronte a lui, dall'altra parte dello spazio incluso, c'erano due porte, esattamente uguali ed affiancate. Era dovere e privilegio della persona in processo camminare verso queste porte ed aprire una di loro. Poteva aprire qualsiasi porta volesse; non era soggetto a nessuna guida tranne quella della summenzionata possibilità incorruttibile ed imparziale. Aprendone una, ne usciva una tigre famelica, la più feroce e crudele che potesse essere procurata, che immediatamente lo assaliva e lo faceva a pezzi come punizione per la sua colpa. Nel momento in cui il criminale in questione veniva così giudicato, delle tristi campane di ferro suonavano, grandi gemiti venivano emessi dai lamentatori pagati a prestito posti all'esterno cerchio dell'arena, ed il vasto pubblico, con le teste chine e i cuori afflitti, tornavano lentamente a casa, lamentandosi immensamente che uno così giovane e bello, o così anziano e rispettato, avesse meritato un fato così disastroso.Ma, se la persona accusata apriva l'altra porta, ne sarebbe uscita una signora, la più adatta ai suoi anni e al suo stato che sua maestà selezionava tra i suoi migliori soggetti, e a questa donna veniva immediatamente sposato, come ricompensa per la sua innocenza. Non era importante che lui avesse già una moglie ed una famiglia, oppure che i suoi affetti fossero impegnati su un oggetto di propria scelta; il re non permetteva tali arrangiamenti subordinati che interferissero col suo grande schema di retribuzione e ricompensa. Gli esercizi, come nel precedente esempio, avevano luogo immediatamente, e nell'arena. Un'altra porta si apriva sotto il re, ed un prete, seguito da una banda di coristi, e da gioiose vergini suonando arie gioiose con trombe dorate e percorrendo misure epitalamiche, avanzavano dove si trovava la coppia, affiancata, ed il matrimonio era prontamente e serenamente celebrato. Poi le gaie campane d'ottone suonavano i loro felici scampanii, la gente urlava felici hurrah, e l'uomo innocente, preceduto da bambini che spargevano fiori sul suo passo, condotto dalla sua sposa a casa.Questo era il metodo del re semi-barbaro, di amministrare la giustizia. La sua perfetta lealtà è ovvia. Il criminale non poteva sapere da quale porta sarebbe uscita la signora; apriva ciò che preferiva, senza avere la minima idea se, nel prossimo istante, sarebbe stato divorato o sposato. In alcune occasioni la tigre usciva da una porta, ed in altre dall'altra. Le decisioni di questo tribunale non erano solo leali, erano determinate positivamente: la persona accusata era istantaneamente punita se si trovava colpevole, e , se innocente era ricompensato direttamente, sia che gli piacesse o meno. Non c'era via d'uscita dai giudizi dell'arena del re. L'istituzione era molto popolare. Quando la gente si riuniva assieme in uno dei grandi giorni di processo, non sapevano mai se avessero da testimoniare un sanguinoso massacro o un allegro matrimonio.Questo elemento di incertezza dava un interesse all'occasione che in altra maniera non avrebbe mai ottenuto. Così, le masse erano divertite e compiaciute, e la parte pensante della comunità non poteva caricare di slealtà il piano, perchè la persona accusata non aveva tutto il suo destino nelle sue mani?Questo re semi-barbaro aveva una figlia così fiorente come le più floride bellezze del padre, e con un'anima così fervida ed imperiosa quale quella del padre. Com'è tipico in questi casi, lei era la favorita speciale del padre, e lui l'amava al di sopra di tutta l'umanità. Tra i suoi cortigiani c'era un giovane con quella finezza di sangue e povertà di status comuni agli eroi convenzionali da romanzo che amano le vergini reali. Questa vergine reale era ben soddisfatta col suo amante, perchè era bello e coraggioso ad un grado insuperato in tutto il suo regno, e lei lo amava con un ardore che aveva abbastanza barbarismo per renderlo esageratamente caldo e forte. Questa love-story continuò felicemente per molti mesi, finchè al re non capitò di scoprirne l'esistenza. Egli non esitò o indugiò sul suo dovere riguardo tali premesse. Il giovane fu subito posto in prigione, ed un giorno fu fissato per il suo processo nell'arena del re. Ciò, naturalmente, era un'occasione importante e speciale, e sua maestà, come pure tutto il popolo, erano molto interessati nei lavori e negli sviluppi di questo processo. Mai prima era capitato un caso simile; mai prima un soggetto aveva osato amare la figlia del re. Negli anni successivi tali cose divennero comuni, e poi non furono, nemmeno un po', nuove o impressionanti.Le gabbie per le tigri del regno erano ricercate per ospitare le bestie più selvagge ed implacabili, tra le quali il mostro più feroce sarebbe stato selezionato per l'arena; e le fila di belle giovani vergini di tutto il regno erano esaminate con cura da giudici competenti affinchè il giovane avesse un matrimonio adeguato nel caso che il fato non determinasse per lui un destino differente. Naturalmente, ognuno sapeva che l'azione per la quale l'accusato era in debito era stata compiuta. Aveva amato la principessa, e ne lui, lei, o nessun altro, pensò di negare il fatto; ma il re non pensava di permettere a nessuno che fatti di questo tipo interferissero con il lavoro del tribunale, nel quale egli provava molta delizia e soddisfazione. Non importava come andasse a finire la cosa, il giovane sarebbe stato esposto, ed il re avrebbe preso un piacere estatico nell'osservare il corso degli eventi, che avrebbero determinato se, o meno, il giovane avesse sbagliato nel permettersi di amare la pricipessa.Il giorno fissato arrivò. Da lontano e da vicino la gente si riuniva, e affollava le grandi gallerie dell'arena, e le persone, che non potevano entrare, si ammassavano per le mura circostanti.Il re e la sua corte erano ai loro posti, con all'opposto le due porte, quei portali del destino, così terribili nella loro similitudine.Tutto era pronto. Il segnale fu dato. Una porta al di sotto della festa reale si aprì, e l'amante della principessa entrò nell'arena.Alto, meraviglioso, bello, la sua apparizione fu salutata da un basso ronzio di ammirazione e d'ansia. Metà del pubblico non sapeva che un giovane così grande vivesse tra loro. Non c'era meraviglia del perchè la principessa l'avesse amato! Che cosa terribile per lui essere là!Come il giovane avanzò nell'arena si girò, come costume, per inchinarsi al re, ma non pensava affatto a quel personaggio reale. I Suoi occhi erano fissi sulla principessa, che sedeva a destra del padre. Se non fosse stato per la sua metà di barbarismo nella sua natura è probabile che la signora non sarebbe stata lì, ma la sua anima intensa e fervida non le permetteva di essere assente in un'occasione nella quale ella era così terribilmente interessata. Dal momento in cui l'ordinanza era andata avanti che il suo amante dovesse decidere il suo fato nell'arena del re, non aveva pensato ad altro ,notte o giorno, che a questo grande evento e ai vari soggetti connessi con esso. Dotata di più potere, influenza, e forza di carattere di qualsiasi altro che fosse mai stato interessato in un caso come questo, ella aveva fatto ciò che nessun'altra persona avesse fatto prima, - possedeva lei stessa il segreto delle porte. Sapeva in quali delle due stanze, che stavano dietro quelle porte, ci fosse la gabbia della tigre, con la sua fronte aperta, e quella in cui aspettava la signora.Attraverso queste dure porte, pesantemente guarnite con pellami all'interno, era impossibile che qualsiasi rumore o suggerimento potesse giungere alla persona che dovesse avvicinarsi ad aprirne il chiavistello. Ma l'oro, e l'amore della volontà di una donna, avevano dato il segreto alla principessa.E, non solo conosceva in quale stanza stava la signora pronta ad uscire, tutta arrossita e raggiante, se ne fosse stata aperta la porta, ma sapeva chi era la signora. Era una delle più belle ed amorevoli delle damigelle della corte che era stata selezionata come ricompensa della persona accusata, se fosse stato innocente del crimine di aspirare ad una così più in alto di lei: e la principessa la odiava. Magari spesso aveva visto, o immaginato d'aver visto, questa bella creatura gettare sguardi di ammirazione sulla persona del suo amante, e qualche volta pensava che questi sguardi erano percepiti ed anche ricambiati. Ogni tanto li aveva visti parlare insieme; magari per un momento o due, ma molto può essere detto in un breve spazio; magari si trattava maggiormente di argomenti poco importanti, ma come poteva saperlo? La ragazza era amorevole, ma aveva osato alzare lo sguardo sull'amante della principessa; e, con tutta l'intensità del sangue selvaggio trasmessole attraverso lunghe linee di antenati completamente barbari, ella odiava la donna che arrossiva e tremava dietro la porta silente.Quando il suo amante si girò e la guardò, e i suoi occhi incontrarono quelli di lei mentre sedeva, più pallida e bianca di chiunque altro nel vasto oceano di facce ansiose per lei, egli vide, per mezzo di quel potere di veloce percezione che è dato a coloro che hanno un'anima univoca, che lei sapeva dietro quale porta stava acquattata la tigre, e dietro quale stava la signora. Egli si aspettava che lei lo sapesse. Egli capiva la sua natura, e il suo animo era rassicurato che lei non si sarebbe fermata fino a che avesse realizzato ciò, nascosta agli altri presenti, anche al re. La sola speranza per il giovane nel quale c'era ogni elemento di certezza era basata sul successo della principessa nello scoprire questo mistero; e nel momento in cui lui la guardò, egli vide che lei aveva avuto successo, come nel suo animo sapeva che ci sarebbe riuscita.Poi ci fu uno sguardo veloce ed ansioso del giovane che pose la domanda: “Quale?” Fu semplice per lei come se lui la urlasse da dove stava. Non c'era un istante da perdere. La domanda fu chiesta in un lampo; doveva essere risposta in un altro lampo.Il suo braccio destro era adagiato sul parapetto di cuscino al suo fianco. Ella alzò la mano, e fece un leggero, movimento veloce verso la destra. Solo il suo amante la vide. Tutti tranne i suoi occhi erano puntati sull'uomo nell'arena.Si girò e con un rapido e fermo passo camminò nello spazio vuoto. Ogni cuore si fermò, i respiri trattenuti, tutti gli occhi erano posti irremovibilmente su quell'uomo. Senza la minima esitazione, andò verso la porta destra, e l'aprì.Ora, il punto della storia è questo: Uscì la tigre da quella porta, o uscì la signora?Più riflettiamo su questo argomento, più è difficile rispondere. Ha bisogno di uno studio del cuore umano che ci conduce in devianti labirinti di passione, al di fuori dei quali è difficile trovare la nostra via. Pensateci, cari lettori, non come se la decisione della questione dipendesse da voi, ma da quella principessa, dal sangue caldo e semi-barbara, con la sua anima calda tra i fuochi combinati della disperazione e della gelosia. Lei lo aveva perso, ma chi lo avrebbe avuto?Quanto spesso, al suo risveglio e nei suoi sogni, cominciava con orrore selvaggio, e copriva il suo volto con le mani mentre pensava al suo amato che apriva la porta sull'altro lato nella quale aspettavano le zanne crudeli della tigre!Ma quanto ancor più spesso lo aveva visto all'altra porta! Come nelle sue angosciose immaginazioni aveva digrignato i denti, e strappato i suoi capelli, quando vedeva l'inizio della delizia estasiata se l'amato avesse aperto la porta della signora! Come la sua anima esplodeva d'agonia quando l'aveva visto correre per incontrare quella donna, con le sue linde guance ed occhi scintillanti di trionfo; quando la vedeva condurlo in avanti, con il suo portamento reso di nuovo gentile dalla vita salvata; quando avrebbe sentito le urla felici della moltitudine, ed il selvaggio scampanellare delle campane a festa; quando avrebbe visto il prete, con i suoi gioiosi accompagnatori, avanzare verso la coppia, e sposarli davanti ai suoi occhi; e quando li avrebbe visti andar via sul passo cosparso di fiori, seguiti dalle tremenda grida di moltitudini allegre, nelle quali il suo urlo disperato sarebbe stato perso e soffocato!Non sarebbe stato meglio per lui morire di colpo, ed andare ad aspettarla nelle regioni benedette di una futurità semi-barbarica?E allo stesso tempo, quella terribile tigre, quelle urla, quel sangue!La sua decisione fu indicata in un istante, ma fu fatta dopo giorni e notti di angosciosa deliberazione. Sapeva che cosa le sarebbe stato chiesto, aveva deciso cosa rispondere, e senza la minima esitazione, mosse la sua mano verso destra.La questione della sua decisione non è da considerarsi con leggerezza, e non sta a me presumere di pormi come colui che possa rispondere. E così ve la lascio con tutti voi: Chi uscì dalla porta aperta, - la signora, o la tigre?
FINE

5.4.06

Ragazzi visto che vi ho pregati di scrivere, faccio il primo passo e vi do l' esempio. sono da 3 settimane a Erfurt (germania) in Erasmus e mi sto divertendo tantissimo!!!!! Sono appena tornato da Weimar( città dove è stata firmata lo statuto per la repubblica di Weimar, primo tentativo di democrazia moderna nel suolo tedesco, prima dell' ascesa di Hitler ). Oggi è stata una giornata stupenda perchè ho conusciuto i nuovi arrivati Erasmus e sono simpaticissimi. Poi ho conosciuto 3 ragazze stupende (Daniele devi venire da queste parti per ammirare bellezze ariane!!!) qui 7 ragazze su 10 sono dal 8 in su!!!! Comunque voi Italiane rimanete sempre nel mio cuore perchè dalla vostra avete il sole dentro!!!! L' università mi ha affidato anche a una famiglia di tedeschi qui a Erfurt e stiamo veramente bene insieme!!!! La famiglia è composta da Karin 41 anni, da Cristina 14, da Maya 7 e Lucya 4 anni. Lucya e Maya si sono subito innamorate di me voglio stare sempre con me, giocare con me ecc. Sto apprezzando molto i Tedeschi ma solo ora sto realizzando quanto sono italiano. Mi manca il cibo, mi mancate voi, mi manca l' apertura di mente delle persone italiane. Ma comunque qui trovo cordialità, affetto ( solo da parte di alcuni) e interesse. La lingua la sto imparando, ma con difficoltà perchè costa tanta fatica concentrarsi sempre nel parlare e quindi alle volte non si riesce a sfruttare perfettamente tutto il tempo che i Tedeschi ti dedicano. Prossima settimana mi iniziano i corsi..... Comunque ragazzi la cosa positiva è che sto crescendo e sto rivalutando il valore delle cose anche quelle più semplici come una carezza, un sorriso o un bacio ( spero di averlo presto da una tedesca ) mi piacciono troppo!!!! Non so perchè ma quando arriva il momento di esprimersi è sempre difficile spiegare ciò che si vuole dire e si finisce per dire sempre ciò che c'è di più banale ma l' importante è che sia vero!!! Se riesco a sviluppare le foto un giorno ve le metto in internet!!!!

Un Abbraccio affettuoso ai miei cari amici!!!!!!

Francesco

Questo blog non verrà chiuso

Questo blog non verrà chiuso. E non preoccupatevi se Daniele di tanto in tanto minaccia, perchè in fondo ha un cuore tenero e sicuramente non ci vorrebbe creare dispiacere. Inoltre la scelta di chiudere il blog spetta a tutti gli amministratori il cui numero per puro caso è appena salito a cinque (oltre a me e Daniele ho abilitato anche Flavia, Simona e Catia, e per quanto saremo delle sorelle e per cui talvolta un po' litigone, vi assicuro che in questo caso siamo tutte "ein Herz und eine Seele", cioè totalmente d'accordo).
Un grande abbraccio a tutti, Sandra

Evviva la sincerità!!

Volevo dare una risposta al commento di Daniele fatto a Francesco ( non so se lo avete visto tutti, si trova nel post del 2/04), sono d'accordo sul fatto che il Blog debba essere un luogo dove riportare ciò che più ci emoziona, o che abbiamo fatto di speciale in alcune delle nostre giornata, ma Daniele mica è un confessionale,inoltre credo che non tutti abbiamo la possibilità grazie al nostro lavoro di vedere posti nuovi e aggiungerei interessantissimi. Penso che alcuni di noi siano troppo impegnati con lo studio, inoltre c'è differenza tra chi studia e chi lavora, gli interessi sono sicuramente diversi!! Non credi?!Chi studia purtroppo ha una vita molto più tranquilla. La proposta di Francesco cmq non è del tutto sbagliata, perchè oltre a pedalate, passeggiate ci sono cose interessantissime come musica, cinema, teatro, libri si potrebbero fare dei commenti anche su cose che abbiamo letto come ha fatto Sandra, penso che intendesse anche questo Fra quando l'ha detto. Aggiungo anche, che io, e parlo per me, la maggior parte di quelli che scrivono sul Blog li incontro spesso a Urbino quindi molte volte visito il Blog per vedere se c'è qualcosa di interessante e nuovo e basta. Ho deciso di esprimere la mia opinione e credo che non la approverai , ma spero che capirai anche il mio punto di vista, forse non tutti crederanno che ho fatto la cosa giusta dicendoti questo e spero che non deciderai di chiudere il Blog. Altra cosa importante che posso dire per mio conto e che io ritengo Amici le persone che conosco personalmente, con cui condivido pensieri, opinioni e anche dolori... Ma questo è anche colpa mia se non conosco tutti purtroppo non ho mai potuto partecipare alle feste o scampagnate organizzate dal Blog e mi dispiace tantissimo, così avrei avuto la possibilità di apprezzare le qualità di ognuno di voi. Sai sono anche dell'idea che non ci sia bisogno di esprimersi in modo pesante e volgare per far capire il proprio pensiero agli altri e soprattutto con gli amici visto che consideri alcuni di quelli del blog in modo tale, gli amici sono le prime persone che capiscono le motivazioni che adduci, se sono naturalmente amici...Non tutti siamo uguali e disposti a parlare della nostra vita in tutte le sue sfacettature...Dopo tutte queste considerazioni spero che il blog possa continuare ad esistere e possa vedere nuovi orizzonti. Ti chioedo scusa, Daniele, anticipatamente nel caso in cui ti sentissi offeso per ciò che ho detto, ma come dice il titolo del post, evviva la sincerità!!!!!! Che è una cosa importantissima se si vuole instaurare un'amicizia.
Un grande abbraccio a tutti.

4.4.06

the lady and the tiger

Mi dispiace proprio ma non sono riuscita a trovare la versione in italiano. Forse qualcuno di voi ci riesce. Questo racconto ci è stato dato alla lezione di inglese ed è particolare perchè fà pensare. Voi che ne dite?? Che decisione prenderà la principessa?? Che cosa succederà??
Risposte anche in italiano :-)

The Lady and the Tiger



Once, in a kingdom long ago where ancient customs prevailed, a gardener's son dared to love the King's only daughter, the Princess Royal. That was bad enough. But as luck would have it, the princess loved the boy in return. And that was worse. Of course, the two never had a chance to actually speak to each other, but they exchanged many glances, and occasionally blew each other a surreptitious kiss when they hoped nobody was looking. They both knew that loving each other was not right. But they loved each other all the same.

Oh, how they longed to speak to each other, to whisper loving things to each other, or even -- but this hardly bore thinking of -- kiss each other. Still, for many months they were happy with their secret love, gazing from afar at each other. But at about the same time, the princess and the boy realized that this was not enough. When he helped out in the garden, the boy spent more and more time under the windows of the princess's royal chambers. And the princess spent more and more of her time looking out her windows, hoping for a moment when the two could finally speak.

One lovely spring day, the longed-for moment finally arrived. The princess was in her sitting room, staring out the window, and her chambermaids had retired at her command. The gardner's son was weeding near the palace walls, and the other gardeners were out of sight around the corner. And the boy drew near the princess's window just as she looked down. The princess leaned out the window, the boy stood up, and the two were just inches away, and finally the boy said the first thing he had ever said directly to the princess. 'I love you," he said simply. 'I love you," the princess replied. But that was their undoing. For as she spoke, the door to her chambers opened and who should enter but the King himself! Hearing her words, he strode to the window and caught the hapless gardener's son still standing outside the window, smiling upwards.

Justice in this kingdom was swift and, in the eyes of this most just of kings, was always fair. There was but one method of dealing with all serious offenses, and it was used on all, rich or poor, minister or gardener's son. The king had had a large arena built right on the palace grounds. Prisoners were led into the center of the arena, where they were faced with two large doors. The prisoner was then to choose one of the doors, and open it. Behind one door was always a lovely lady, and behind the other was always a fearsome tiger. The doors were well padded, so there was no way to hear the roars or rumblings of the ferocious beast behind one door. And nobody but the king himself ever knew behind which door was concealed the lady and behind which the tiger.

If the prisoner opened the door with the lady, he was married on the spot and immediately rose to prominence in the kingdom. If he opened the door with the tiger, he would be eaten by the fierce beast. Thus, felt the king, the fates alone would determine the guilt or innocence of the prisoner.

Daring to love the king's daughter was, of course, a serious crime. And being loved in return only compounded the offense. The gardener's son was arrested on the spot, and led to prison to await his turn in the arena. But as he was led away, he saw the princess form a few words with her lips: 'trust me,' she breathed. So he retained a glimmer of hope.

As he waited, however, his hopes faded. At the same time, the king grew more and more pleased with himself and his system of justice. Both had the same thoughts: whatever the outcome, the boy would be forever separated from the princess. For if he chose the lady, he would of course be married on the spot, and thus forfeit forever his chances of marrying anybody else. And if he chose the tiger, he would not live another ten minutes.

While the boy was languishing in the prison and the king was feeling pleased with himself, the princess was very busy. By the eve of the day the prisoner was to be led out to the area, she had managed by stealth and trickery to discover what normally only the king knew: which door would contain the tiger and which the lady. All that next night, she tossed and turned. What should she tell her love? She didn't know how to decide. If he chose the lady, how could she bear to watch him there, married on the spot, happy beyond words at his escape from death? And then, to see him forever around the palace, risen to prominence but forever further out of reach than she could bear? Would it not be better to end things quickly, and then meet him once again in that other world to which all are finally taken?

But oh! How could she possibly condemn him to the horrible death of the tiger's teeth and claws? The screams? The blood?

The princess did not sleep all night. But by morning, she knew what she would do. She rose and dressed, and presently was sitting at her father's side in the arena, waiting for the prisoner to be led out. Then the boy came striding boldly out, and as was the custom he walked directly over towards the king, and bowed. As he stood up, he stole one brief glance at the princess. One glance was enough. She sat calmly and with dignity, but, almost imperceptibly, she made a quick motion with her right hand.

Without waiting or thinking, the gardener's son walked instantly to the right-hand door and opened it.

And now, dear reader, I ask you the same question that the princess asked herself for all those long agonizing hours of the final night. What was her decision? Which came out? The lady, or the tiger?

2.4.06

Aiuto, questo Blog è in pericolo di estinzione!!!!

Amici in Festa
vista la scarsa frequentazione, Daniele ha minacciato di cancellare il Blog...... Per cui un appello a tutti gli Amiciinfesta: unitevi a noi e impegnatevi a salvarlo, immagino in perticolare chi sta o è stato per tanto tempo lontano da "casa" , come io, Francesco o la Cri, si rende conto quanto sia importante il blog che ci aiuta a sentirsi vicini ai nostri amici.......
E chi non vuole sentirsi vicino alla Sandra quando se ne sparirà per mesi interi in Austria?!?
Con affetto,
Fla

Amici in Festa

yuhuuu
se qualcuno avesse appena sentito un urlo assordante, era il mio urlo di gioia. Sono la prima in graduatoria, ce l'ho fatta, chi mi vuole vedere dopo ottobre deve venirmi a trovare in Austria!!!!
Un grande abbraccio a tutti
Sandra