13.9.08

"Welcome to AmeriGana" di Margherita

American Story Vol. 1

A Milano mi controllano il visto e mi fanno partire, tutto ok. Nella ridente Dusseldorf, dove abbiamo fatto scalo, mi hanno chiesto un documento che NON AVEVO con me. era il maledetto J.1, il modulo di richiesta visto che mihanno spedito da New Paltz, e con cui ho fatto poi il visto a Firenze. Il consolato situato nella culla del rinascimento mi ha assicurato che per entrare negli stati uniti avevo bisogno solo del loro cazzo di visto, quindi io per non perdere fogli e foglietti in giro ho fatto una bella cartellina del cazzo e l'ho ficcata in valigia. In quel di Dusseldorf mi chiedono il maledetto J-1 che era in valigia NELLA STIVA.
Parte la crisi (quasi) isterica. Cazzo ho un visto!! ma loro, ostinati, continuano a negarmi l'accesso negli States. Una hostes di terra convince lo staff che posso recuperare la valigia mentre fanno il cambio aereo. E vai, comincia il delirio. Mi/ci sballottolano da una parte all'altra dell'aeroporto crucco, non troviamo il posto indicato, poi un poliziotto (santa bundesrepublikpolizei) vista la mancanza di tempo ci fa saltare tutti i controlli, passiamo per luoghi dell'aeroporto inesplorati dalla comune razza umana, meandri della terra non visibili ad occhio nudo, scale, porte blindate, catacombe, forse.
rimango 20 minuti ad attendere la mia valigia su un nastro nero e sporco, controllata a vista da un uomo GROSSO ma GROSSO davvero, pronto a sparare nel caso in cui dalla valigia avessi tirato fuori una bomba a mano. Nell'attesa, giunge il dubbio. CAZZO HO LASCIATO A CASA LA CARTELLINA. comincio ad essere sempre più sicura che la cartellina sia sul tavolo in cucina, chiamo la mamma, la mando come un segugio a rovistare a casa, io intanto cado in preda al panico ma il mio fidato compagno di viaggio mi blocca la lacrima incipiente con un netto e secco (e più che mai cattivo) 'non fare così'. lacrime bloccate sul nascere, magone del peso specifico di 30 kg posizionato in gola. richiama la mamma e assicura di aver annusato ogni stanza della casa. la cartellina coi documenti NON è IN ITALIA. ricomincio a respirare. arriva la valigia. mani tremanti, capelli diventati LISCI dallo spavento, la apro.
la cartellina risponde all'appello. il maledetto documento pure. ricarichiamo le valigie.
io ricomincio a respirare. il malloppo situato in gola sembra cominciare a sciogliersi.
consegno il documento che viene appena guardato dalla tipa, mi danno l'ok.
mancavano ancora almeno 10 minuti all'imbarco. nel tempo che resta io e il mio fidato amico ci scassiamo due birre a testa. mai alcool fù più meritato.
saliamo a bordo sbronzi.
fine della spy story.

l'avventura ammmerigana comincia davvero nel migliore dei modi.
mah.

welcome in new paltz
mmm... dunque dunque.... dopo una fantastica settimana a NYC, passata tra ristoranti russi, palazzi giganteschi, hamburger grandi come la mia macchina e hot dog ripieni di formaggio, sushi, pancetta a colazione, ponti e metropolitane, birra, spiagge bianche, birre medie e wodke grandi, approdo nella soleggiata NEW PALTZ.
Prendo l'autobus da una stazione a due passi da times square, saluto il mio compagno di avventure, e parto. SOLA, stavolta.
La mia infinita sagacia stava per farmi scendere all'uscita di non so quale autostrada, solo perchè le ultime parole del mio fidato compagno di viaggio sono state: 'scendi alla prima fermata'. Mai ascoltare gli uomini che non chiedono mai indicazioni e finiscono per perdersi sempre. Ad ogni modo ho aggirato l'ostacolo e sono scesa, 20 min dopo, in terra universitaria...che di universitario, a dire il vero, aveva ben poco...
Una di quelle stazioni desolate e BIANCHE, di quelle che si vedono nei film, con un cartellone appeso a due fili, che cigola ad ogni alito di vento. Io e io. O meglio, io e le valige. Entro a CHIEDERE INFORMAZIONI. Sala d'aspetto (quella del mio medico è più grande, giuro) vUOTA. Poi incontro un tizio, un ragazzo, zaino in spalla e valigia con rotelle al seguito. Mi chiede se sono diretta al campus. Andiamo insieme. Parliamo del più e del meno, mentre trasciniamo la nostra vita ben impacchettata nei nostri bagagli.
Campus deserto, ma figo, mi accompagnano in camera, attraversando il laghetto che sta al centro del campus, stando ben attenti a scansare la cacca delle oche, di cui pare siamo invasi.
Vivo in una fantastica suite, con 4 americane sceme ma simpatiche, almeno non hanno ancora le tette rifatte. Divido la camera con una coreana fantastica dal nome impronunciabile, che se la ride sempre di gusto, la sua migliore amica è una caricatura vivente, e mi fa crepare dalle risate.
Il mio ufficio è al 5 piano di un palazzo abbastanza figo, l'unico problema è che gli americani non sanno regolare l'aria condizionata, quindi quando entro in ufficio IO METTO MAGLIA E FOULARD.
Per il resto frequento allo stesso tempo i piani alti, e non mi riferisco solo al mio ufficio ma ai party nelle ville dei prof universitari (che se la godono, altro che noiosi studiosi repressi) e frequento l'ambiente DECISAMENTE GOLIARDICO dei squattrinati studenti.
Oggi, anzi, ieri oramai, o fatto la mia prima lezione.
Ma questa merita una mail a parte.
buonanotte, anzi, buongiorno!

Welcome To AmeriGana (parte terza) la saga continua.

Dopo un training accelerato di come si insegnano le lingue straniere, mi buttano semplicemente nella prima aula libera che trovano. Dovrò insegnare Italiano primo livello, mi dicono. Principianti assoluti. Non hanno neppure una vaga idea dell’Italiano, e, come appurerò poco tempo dopo, alcuni non sanno neppure dove si trova esattamente l’Italia.

Prima lezione, martedì 26 agosto 2008.

La preparo accuratamente, ogni virgola, mi studio le parole inglesi che sicuramente mi serviranno e che io OVVIAMENTE non so.

La mattina della prima lezione mi preparo più accuratamente del giorno della mia prima comunione, ricordando le malignate che ho sempre detto alle spalle delle professoresse mal vestite e mal pettinate. (tutto mi sta tornando contro). 10 minuti prima della lezione, dopo aver nascosto tutta la caga del mondo sotto lo scialle,(che fa tanto proff…) scendo le scale che dal mio studio portano alle aule, arrivo davanti all’aula, e LI VEDO. Eccoli, tutti i miei futuri pupilli, amabilmente svaccati nel corridoio di fronte all’aula. Ne scavalco alcuni, lasciando dei Sorry sospesi nell’aria, e con spavalderia mi accingo a raggiungere la porta dell’aula. Impugno la maniglia, e a testa alta faccio forza per aprire. La testa alta si schianta improvvisamente nel vetro, perché la porta era INCHIAVATA. Una botta degna di sangue dal naso, ma il mio sangue si era istantaneamente gelato nelle vene e in tutti i capillari.

Attimo di panico. Uno studente mi dice: “è chiusa, altrimenti saremmo già dentro. Stiamo aspettando la Professoressa”. Lo guardo, guardo gli altri che mi guardano, pronuncio l’ennesimo debole Sorry, e scappo. SCAPPO a gambe levate, fanculo, tanto non lo sanno (E NON LO SAPRANNO MAI) che sono la Prof. Cerco rifugio nell’ascensore, ma incontro una “collega” conosciuta ad un party per soli professori (hihihi) la settimana prima. Le dico il fattaccio, mi risponde che ci sono passati tutti, che durante la prima lezione è normale che qualcosa vada storto. Le faccio presente che la mia lezione non era NEPPURE INIZIATA, ma sembra non sentire più nulla, nel frattempo mi risolve il problema. Devo semplicemente tornare davanti all’aula, un tecnico sta per arrivare, ci aprirà la porta. OK ok, ci torno…. Riappaio magicamente nel corridoio, nel frattempo nulla è cambiato, qualche studente sonnecchia, loro non sono agitati, I MALEDETTI!

Decido di essere sobria, silenziosa, invisibile. Nel frattempo penso alla mia prossima mossa. Mi confondo perfettamente tra gli altri, in fondo ho pure uno zaino più grande dei loro. (avevo semplicemente deciso di portarmi dietro tutta la casa, non si sa mai). Qualcuno mi chiede se è quella l’aula di italiano, un altro mi sorride e mi dice: “bhè, se non arriva tanto meglio”. Sorrido e penso… “ ti piacerebbe, vero?? Domani ti interrogo. J

Ci aprono le porte. Tutta la mandria di giovani cervelli (pronti ad apprendere le mie nozioni) entra in classe, io attendo sorniona ed entro per ultima. Sono già quasi tutti seduti, zitta zitta attraverso l’aula e appoggio i libri sulla cattedra.

Io li guardo, loro mi guardano. Sorrido al ragazzo che sperava che la prof non arrivasse, lui sconvolto fa finta di cercare qualcosa nell’ astuccio.

Avreste dovuto vedere le loro facce. Mai scena fu più divertente. Mi presento, poi tutto scorre liscio come l’olio. Non sono caduta, non ho inciampato in nessun banco, non mi è caduto nulla e non ho sputato mentre pronunciavo la P come qualche mia vecchia prof. Almeno spero.

Parliamo un po’ del più e del meno, spiego come ci si presenta, do un po’ di compiti per casa.

Alla fine della lezione (che non finiva MAI!!!!) un po’ se ne vanno, un po’ si fermano intorno alla cattedra a chiacchierare. Gli piaccio. In fondo, come mi ha fatto notare uno di loro, a chi non piace una prof che ha il nome di un cocktail!!??


5.8.08

A Cristina e Marghe.. A tutti coloro che amano viaggiare..

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie.Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.
Kahlil Gibran

Quando insegui i tuoi sogni più felici si aprono porte anche là dove non c'erano porte.
Joseph Campbell

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Charles Baudelaire, I fiori del male

La città in cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo. Non credere che si possa smettere di cercarla.
Italo Calvino, Le città invisibili

La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.
William Burroughs

Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.
Sant'Agostino

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi.
Proust
I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri.
C. de Montesquieu

Camminando si apprende la vita
camminando si conoscono le persone
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella
ascoltando una voce, seguendo le orme di altri passi.
Cammina, cercano la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso.
Ruben Blades

Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini.
Proverbio Moresco

Sardegna, 21-31 luglio 2008






10.6.08

amici in festa 2008




amici in festa 2008






Eugenio


Vi chiedete chi è questo piccolo folletto che ci fa stare al caldo?? Beh allora andate a vedere le foto del 2 giugno del 2006!!










amici in festa 2007

Ogni amico un raggio di sole!!


E miracolo, nemmeno una goccia d'acqua!!!


Grazie a tutti coloro che sono venuti


E a quelli che mancavano:


Speriamo di vedervi l'anno prossimo!!!!

7.6.08

festa dello studente a urbino 26-27-28 giugno 2008

La festa dello studente 2008 sceglie come tema, quello della tutela dell’ambiente.Le tematiche ecologiche e la drammatica situazione del nostro pianeta sono al centro dell’attenzione mondiale, lo dimostra il fatto che sono sempre più gli eventi e le manifestazioni volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. E la musica, si sa, può fare la sua parte, sensibilizzando ma soprattutto dando il buon esempio.
Infatti, organizzare concerti e impegnare artisti sul fronte della tutela ambientale, è certamente un gesto lodevole, ma lo sarebbe ancora di più se il primo esempio si potesse dare proprio nei luoghi in cui si svolge la manifestazione, inventando una musica a impatto zero. Dopotutto, le emissione di Co2 prodotte da un evento musicale di un solo giorno corrispondono ai consumi energetici annuali di una famiglia media italiana, una quantità di anidride carbonica realmente eccessiva, che non fa onore alla musica.Per ovviare a questo problema abbiamo pensato di dare il nostro contributo come giovani organizzatori di una manifestazione musicale, utilizzando per la festa dello studente 2008, materiali ecologici, fonti di energia pulita, stampare il materiale pubblicitario su carta riciclata, riciclare i rifiuti, a partire dalle lattine di birra e coca-cola, utilizzare bibite e snacks di provenienza locale, e favorire la filiera corta.Siamo convinti che se il messaggio di salvaguardare l’ambiente, provenga proprio dalle nuove generazioni legate al mondo universitario, questo potrà avere un eco più forte e contribuire nel suo piccolo, a raggiungere l’ambizioso obiettivodell’Unione Europea: ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 20% entro il 2020.La nostra missione è contribuire attraverso la musica a diffondere stili di vita sostenibili, a ridotto impatto ambientale tra i giovani che frequentano l’università e vogliono divertirsi ad un concerto. Puntiamo a creare un momento di svago, maallo stesso tempo consapevole e sostenibile, in cui i giovani possano vivere in spensieratezza e allegria, ma senza mai dimenticare il futuro del pianeta Terra.La nostra visione è trasferire ciò che ogni giorno apprendiamo dai media nelle nostre aule universitarie, cercando il confronto e il dialogo con gli artisti sensibili alle tematiche ambientali, con i docenti e gli studenti. Vediamo nel futuro il proliferarsi di tante iniziative come la nostra, che partono dagli studenti e sono rivolte ad un pubblico di loro coetanei pronti a dare un contributo efficace alla sostenibilità e al benessere di tutti.
Giovedì 26 giugno 2008, ore 21.00Fortezza Albornoz Urbino TAMBURELLISTI DI TORRE PADULI Taranta & Pizzica
Lo storico gruppo dei Tamburellisti di Torrepaduli è nato nel 1989, grazie all'incontro con l'etnomusicologo Pierpaolo De Giorgi e il maestro di tamburello (scomparso alcuni anni fa) Amedeo De Rosa. I due, assieme ad un nutrito gruppo di giovani danzatori e percussionisti, fondarono lo storico gruppo dei "Tamburellisti di Torrepaduli".
Il gruppo ha contribuito in maniera decisiva alla rinascita della più antica forma di tarantella, ossia la "Pizzica Pizzica".Grazie al loro costante impegno questa antica musica vive una seconda giovinezza. Non a caso il leader del gruppo, Pierpaolo De Giorgi, a seguito di numerosi studi ha scoperto che la pizzica altro non è se non una terapia. Un antico rituale di rinascita di derivazione dionisiaca. I Tamburellisti di Torrepaduli, che nei concerti dal vivo offrono il meglio di se stessi, spesso rielaborano o reinventano musiche, testi e danze in senso progressivo.
Ma la tradizione è regina in tutto il suo splendore: gioca un ruolo primario il tamburello salentino “a cornice”, suonato virtuosamente, che offre un emozionante ritmo incrociato (poliritmia ottenuta suonando simultaneamente in 4/4 e 6/8). Il gruppo riprende la musica che guarisce i tarantati (i “morsicati” dal mitico ragno taranta) dalla malinconia e si ispira alle grandiose tradizioni del tamburello e della danza-scherma di Torrepaduli..Le loro esibizione non si limitano al solo Salento, infatti il loro successo è giunto in tutto il mondo: Grecia, Albania, Germania, Montenegro, Austria, Svizzera, Ungheria, Canada, Australia e la Cina di Taiwan. Sulle loro musiche ballano compagnie di ballerini greci e persino i Pellerossa del Dakota.


Venerdi 27 giugno 2008, ore 21.00Fortezza Albornoz Urbino APRÈS LA CLASSE
Gli Après La Classe sono un gruppo di musica reggae-pop e ska originario del Salento. I componenti in totale sono sei: oltre al cantante, di origini francesi, ci sono un chitarrista, un bassista, un batterista, un organettista e un disc-jockey.Formatisi nel 1996, assumono una fisionomia definitiva nel 1999 e nel 2002 esordiscono ufficialmente con l'etichetta Edel Italia.
L'album di debutto è Après la Classe (2002), il cui brano "Paris" diventa subito una hit nelle discoteche e nelle radio italiane prima di essere scelta, nel 2006, come sigla di uno spot televisivo nazionale. Nel 2004 è pubblicato l'album Un numero, altro successo.
Legati alle tradizione musicale della propria terra, gli Après la Classe hanno realizzato riarrangiamenti e riproposizioni di brani classici del repertorio canoro salentino, come "Kalì Nifta", "Lu rusciu te lu mare", nonché cover di canzoni famose come "Ricominciamo" di Adriano Pappalardo, la cui versione mixata ha conosciuto notevole popolarità nelle discoteche. Hanno anche all'attivo collaborazioni con gruppi affermati come i Sud Sound System e artisti noti come CapaRezza. I generi musicali del gruppo spaziano dal reggae al pop al rock, passando per lo ska e il dance. La band ha scritto e cantato anche delle canzoni in francese, lingua madre del cantante.Nel 2006 è uscito per la On the road music factory l'album Lunapark, preceduto da un tour nazionale.Hanno partecipato al Concerto del Primo Maggio 2008 a Roma.



Sabato 28 giugno 2008, ore 21.00Fortezza Albornoz Urbino DANIELE SILVESTRI

25.5.08

invito

Sabato 7 giugno 2008
FESTA!
tanti amici (puoi portare chi vuoi), festa all’aperto (se il tempo fa il cattivo al coperto nella stalla), cena insieme (ciascuno porta qualcosa), musica (musicisti, portate i vostri strumenti!!), fuoco, notte in tenda o sul fieno per chi vuole restare a dormire (venite con le vostre coperte e se avete una tenda portatela, non sappiamo quante tende riusciamo ad organizzare…), colazione con latte fresco appena munto
SEI INVITATO ANCHE TU!!
NON MANCARE!!

Perla





Affettuosi auguri a mamma Gloria e papà Donatello per la loro bellissima Perla!!

25 aprile




Besuch aus der Schweiz





19 aprile





Umbria












effetti collaterali delle feste di laurea :P